Ricerca gas con metodo fracking a Gallarate? No grazie

Il MoVimento 5 Stelle Gallarate si è da tempo dichiarato assolutamente contrario a tutte le fasi dell’esplorazione del suolo nelle zona di Gallarate, denominata “Cascina graziosa”, richiesta da Enel Longanesi Devolpment S.r.l.

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Nell’ottobre del 2012 sollevammo il fondato dubbio che una volta trovati i pozzi non si sarebbe potuto fermare il progetto. Mentre il Comune aveva espresso parere negativo solo alla seconda fase, gli attivisti del M5S di Gallarate, attraverso la stampa, avevano espresso la loro contrarietà anche alla fase esplorativa, che avviene con generatori d’onda e altre tecnologie molto invasive dell’equilibrio tellurico.
Ora la Regione dà il via libera per la prima fase. Sostiene in oltre che, secondo una discussa interpretazione della norma, non ci sarebbe nemmeno bisogno della valutazione d’impatto ambientale (VIA). Se il Ministero per lo Sviluppo Economico sarà della stessa opinione, l’esplorazione del nostro territorio alla ricerca di gas e petrolio potrà cominciare.
Sul blog di Beppe Grillo è stata denunciata più volte la correlazione del fracking con i terremoti. Con questa tecnica si iniettano nel sottosuolo acqua, sabbia ed alti prodotti chimici per far emergere il gas. In Oklahoma a seguito dell’iniezione di acqua ad alta pressione per queste ricerche, si è verificato un terremoto di magnitudo 5,7 della scala Richter. Altri problemi legati alla tecnica sono l’enorme quantità di acqua necessaria (un inverosimile spreco di una risorsa fondamentale per la sussistenza di ogni essere vivente, tra l’altro trasportata con autobotti), la probabile tossicità delle sostanze chimiche utilizzate e quindi la potenziale contaminazione delle falde acquifere della zona. Del fracking ha parlato da pochi giorni anche la trasmissione Report su Rai Tre.
Il danno per i cittadini potrebbe essere seguito dalla beffa, anzi due! Innanzitutto se questi impianti fossero considerati opere pubbliche, potrebbe essere avviata la procedura per l’esproprio dei terreni, qualora non si dovesse trovare un accordo con i proprietari. In secondo luogo, siccome la distanza dalle abitazioni alla quale si può trivellare dipende dalla pericolosità dichiarata, e queste operazioni non sono considerate pericolose dal Ministero dei Lavori Pubblici, queste potrebbero essere praticate anche a ridosso dell’agglomerato urbano.
Gli attivisti del M5S di Gallarate cominceranno una raccolta firme da inviare al Comune, alla Regione e al Ministero dello Sviluppo Economico per bloccare questo progetto. Chiediamo a tutte le associazioni ambientaliste di mettersi in contatto con noi attraverso la mail [email protected] per portare avanti una battaglia comune, cosa che con successo abbiamo già fatto in altre occasioni.

ATTIVISTI MOVIMENTO 5 STELLE GALLARATE

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