La canapa come risorsa per una sanità più efficace

È necessaria una premessa: il Movimento 5 Stelle non si è mai espresso per la liberalizzazione delle droghe leggere. È comunque evidente la necessità di una regolamentazione diversa dalla legge Lorenzin n° 79/2014, che sostituisce la Giovanardi-Fini del 2006 (da pochi mesi dichiarata incostituzionale), e distingue sì droghe pesanti da leggere, abbassando però le pene indistintamente per tutti i piccoli spacciatori, lasciando al Giudice l’onere dei distinguo sul prodotto spacciato. Nella sua applicazione di fatto si vieta la coltivazione della canapa utile a scopo terapeutico, si vieta la ricerca farmacologica e di brevetti per la somministrazione. Alle Regioni, fornitrici del Servizio Sanitario (SSR), è delegato il compito di legiferare in materia di utilizzo di farmaci cannabinoidi.

Accade che malati non residenti in una delle 9 regioni italiane in cui il prodotto è reperibile (la Lombardia non è tra queste), rischino procedimenti penali per reperirlo sul mercato clandestino. L’aspetto più drammatico di questa soluzione è che gli effetti ottenuti con la terapia “casereccia” sono del tutto fuori controllo e potenzialmente dannosi, perché la sostanza è prodotta con procedimenti che seguono la logica del profitto criminale. Questa è la diretta conseguenza del fatto che nella descrizione di droghe leggere è indicata la cannabis, purtroppo senza distinzione tra le varianti.

canapa cura

Lo scorso 11 giugno a Palazzo Pirelli, sede della Regione Lombardia, la gallaratese Portavoce Consigliera Regionale M5S Paola Macchi (membro della Commissione Sanità) ha organizzato un convegno divulgativo per informare cittadini e organi di stampa sullo stato dell’arte della ricerca e delle leggi riguardo l’uso dei cannabinoidi nelle terapie farmacologiche. È un argomento di scottante attualità, a proposito del quale la Consigliera Regionale M5S Iolanda Nanni il 14 Novembre 2013 ha presentato il Progetto di Legge Regionale in materia. Alcuni Attivisti M5S di Gallarate erano presenti al convegno e riteniamo importante sensibilizzare i cittadini sull’importanza dell’approccio culturale, e di conseguenza legale, all’utilizzo della canapa.

La canapa è innanzitutto una risorsa, come ben chiarito dal Dott. Edgardo Vieira de Manincor (AssoCanapa). È una pianta che cresce rapidamente ovunque ci sia un clima temperato, ha elevati livelli di assorbimento di anidride carbonica, e se ne ricavano carta senza deforestazione, materiale edile molto versatile, tessuti tra i più resistenti, olio (ricchissimo tra l’altro di Omega 3 e Omega 6 in proporzioni ideali), farine molto proteiche e non Ogm, farmaci, etc se ne possono fare almeno un migliaio di usi diversi, senza buttare via nulla. Per un veliero ne usavano 60tonnellate. Henry Ford, prima della Ford T, studiò una vettura con la scocca completamente in canapa.

Washington, data la sua versatilità, suggerì di piantarla ovunque fosse possibile. La Lombardia era tappezzata da campi di canapa (anche di lino, e di gelso per i bachi da seta) fino a un secolo fa, quando l’Italia era il primo esportatore al mondo di canapa da fibra. Sempre in Italia, a Milano e Napoli, le prime sperimentazioni farmacologiche della canapa già da XVII sec. Non sfruttare la canapa come risorsa è quanto di più lontano dal buon senso si possa immaginare.
La Prof.ssa Daniela Parolaro (Università dell’Insubria) ha spiegato che tra i molti principi attivi della canapa, due sono fondamentali da conoscere. Il D9-tetraidrocannabinolo (THC) è quello famoso perché agisce sul nostro sistema nervoso con effetti psicoattivi, cioè aumenta la produzione di endocannabinoidi, utili al nostro organismo in quantità non alterate. Per legge è ritenuto illegale un contenuto di THC >0,2%. Il CANNABIDIOLO (CBD) è quasi identico al fratello dopante. Diversi solo per un atomo d’idrogeno, il CBD non altera la nostra lucidità, ma in compenso ha una quantità impressionante di effetti positivi sul nostro sistema endogeno e come dicevano i latini:  “canabis protectio” canapa è salute!

Il primo Ricercatore del CRA-CIN, Dott. Gianpaolo Grassi, presso il centro di ricerca di Rovigo ha l’autorizzazione a coltivare tutte le varietà canapa. Ne hanno individuate centinaia e selezionate quelle che hanno una concentrazione legale di THC e un elevato CBD, accumulando un enorme capitale scientifico e medico. La beffa è che devono distruggere tutte le piante e non possono commercializzare quei farmaci cannabinoidi che in Italia compriamo da Olanda e Germania. Il Sativex è somministrabile con erogazioni subliguali, mentre il Bedrocan e il Bediol sono in forma galenica, cioè in bustine, e si assumono per vaporizzazione o infusione. Tra il pubblico c’era il Dott. Alberto Ambreck, dell’omonima farmacia milanese, il quale ha sottolineato che i pochissimi che riescono a procurarsi i farmaci cannabinoidi dall’estero spendono 655€ al mese; farmaci che, se quella variante di canapa fosse coltivata in Italia, costerebbero meno di 200€. Presente in sala anche l’Associazione CCSVI e Sclerosi Multipla Lombardia Onlus (nata da cittadini del varesotto, registrata a Milano nel 2010) che si occupa anche di nostri concittadini gallaratesi. L’Associazione è molto sensibile all’argomento sia per l’aspetto sperimentale che per l’approvvigionamento dei medicinali cannabinoidi, tant’è che presto avranno un incontro col Direttore Generale Sanità lombarda Dott. Bergamaschi, col duplice scopo di stimolare la discussione sia della proposta di legge in materia, che della sperimentazione di una terapia innovativa per una malattia grave ed invalidante come è appunto la Sclerosi Multipla.

Il Dott. Vidmer Scaioli dell’Istituto Oncologico Besta di Milano, denota che un ulteriore risparmio si avrebbe dal fatto che molte terapie, come la chemio, mantengono la loro efficacia pur abbassandone le dosi se associate a CBD, al contempo si depennano dalla “lista della spesa” diversi farmaci …in alcuni casi 5 su 8 diventano superflui! Il CBD ha uno spettro di applicazione più ampio della sola terapia del dolore, come erroneamente si è portati a pensare, per la quale resta comunque efficacissimo che si tratti del mal di testa piuttosto che di dolori derivanti da patologie degenerative, col vantaggio di non provocare dipendenza. Sono note le cure per l’insonnia e l’inappetenza, ma anche il controllo degli spasmi, il contenimento delle funzioni intestinali e della minzione nelle patologie come la Sla, recupero della capacità di parlare, cura associata per il morbo di Crohn, patologie neurovegetative come l’Alzheimer, terapie riabilitative, e in laboratorio è stato dimostrato che impedisce l’aumento di volume dei tumori, etc. L’impossibilità di effettuare ricerca e sperimentazione in Italia, costringe medici e pazienti a rivolgersi all’estero per qualcosa che saremmo in grado di produrre in Italia con elevatissimi standard qualitativi e di sicurezza, ad un costo di 2/3 inferiore, con risvolti ecologici importanti e con implicazioni occupazionali che non ci possiamo permettere di sottovalutare.

Il successo del convegno è solo parziale, perché a più di sette mesi dalla presentazione del Disegno di Legge Regionale da parte del Movimento 5 Stelle, la discussione dello stesso ancora NON E’ CALENDARIZZATA! I cittadini abruzzesi, toscani, liguri, emiliano-romagnoli ed altri hanno a disposizione da anni una fondamentale forma di assistenza che in Lombardia manca, e il governo della Regione pare non abbia nemmeno intenzione di discuterne.

Invitiamo per tanto tutti i cittadini, non solo coloro che vivono in prima persona il dramma di non potersi curare, a chiedere che venga messo all’ordine del giorno la proposta M5S. Si può scrivere in Regione Lombardia al Presidente del Consiglio Regionale Raffaele Cattaneo ([email protected]) e al Presidente della Commissione III Sanità Fabio Rizzi ([email protected]).

ATTIVISTI GALLARATE IN MOVIMENTO

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