il decreto Lupi su Linate ed effetti su Malpensa

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I Sindaci di Gallarate, Magenta, Novara e altri Comuni, il 10 ottobre scorso si sono rivolti alle “autorità competenti” così che “prendano atto delle negative prospettive economiche … allarme sociale e occupazionale…” derivate dal Decreto Lupi in tema di aeroporti.

Il comitato Malpensa, nato in seno al Comune di Gallarate, ha portato alla stesura di un comunicato avvalendosi di validi consulenti, spinti da uno scopo condivisibile, ma che non hanno dato spazio a riflessioni tecniche importanti.

Per onor di cronaca, il Ministro Lupi non ha liberalizzato da Linate i voli “extra Unione Europea”, né è necessario chiedere “la liberalizzazione dei voli intercontinentali ed extra comunitari su Malpensa” come erroneamente riportato nel documento VISIBILE QUI.

Comunque il risultato del suo Decreto sarà di lasciare che le compagnie aeree europee favoriscano i propri aeroporti intercontinentali piuttosto che Malpensa. Alcune purtroppo già lo stanno facendo in queste settimane. A nostro avviso un intervento andrebbe fatto sulla durata del Decreto, lasciandogli un carattere di temporarietà legato ad Expo 15, evento sporadico che non fa la vera differenza per il sistema aeroportuale che deve pianificare per periodi di tempo molto più lunghi.

Il fatto inaccettabile per il nostro territorio, per tutta la Regione Lombardia e per il Piemonte, è che l’enorme bacino d’utenza che Malpensa ha a disposizione venga sfruttato oltr’Alpe. Se correttamente applicato, il precedente Decreto Bersani avrebbe limitato moltissimo questo impatto nefasto, ma dal fallimento Alitalia del 2008 si è registrato un progressivo lassismo nella sua attuazione. Per il cittadino sarà interessante sapere che Alitalia-Cai collegava Linate con l’Italia e le capitali europee usando i codici di altre compagnie come Alitalia Expres o AirOne, potendo così effettuare molti più voli di quelli consentiti per legge.

Per non incorrere in ricorsi, si lasciò che Klm, Air France e British Airways facessero lo stesso con altri codici di compagnie consenzienti. Il risultato, allora quantomeno vicino all’illecito amministrativo, fu quello di lasciare che gli aeroporti intercontinentali di Amsterdam, Parigi, Londra etc potessero liberamente attingere al 5° bacino più importante del mondo: il nostro! Il Ministro dei Trasporti ha solo legalizzato questo “furto”, a danno dei contribuenti e degli ignari cittadini, compresi quelli affezionati a Linate.

Gli 11,5 milioni di cittadini che possono raggiungere Malpensa in 90 mininuti sono in aumento dal 2006, soprattutto per le migliorie delle infrastrutture ferroviarie e autostradali (A4 e A26). È antieconomico per il nostro Paese accettare di favorire Linate perchè meno di 1/6 degli utenti lo trova più comodo di Malpensa, utenti che comunque non possono volare un intercontinentale da Linate, dovendo quindi fare scalo … all’estero! Questo è un aspetto che val la pena di sottolineare.

Una valutazione importante è quella sul rumore.

La sola pista di Linate implica minori possibilità di riduzione dell’impatto acustico di quanto non si possa fare con le due piste di Malpensa, tra l’altro molto più gestibili anche sotto quest’aspetto. In più Malpensa insiste su un territorio meno densamente popolato, e le attuali nuove procedure di mitigazione del rumore (Noise Abatement) sono studiate per non sorvolare gli abitati. La Regione Lombardia lo scorso anno decise di non applicare l’Iresa (Imposta Regionale sulle Emissioni Sonore degli Aerei, a carico delle compagnie aeree), prevista da una legge del 2000 e divenuta a responsabilità regionale solo 13 anni dopo, ma mai applicata. Senza voler entrare in polemica aperta con Arpa, non ci risulta esista una rete di valutazione del disagio acustico in Italia, in particolare non in Lombardia.

Se le compagnie aeree fossero obbligate a corrispondere una tassa per il rumore arrecato da un aeroporto in città, qual è Linate (diverso è London City che ha pista 1/3 più corta, tasse altissime, solo aerei con max 70 passeggeri, molto business), questo sì potrebbe essere un deterrente che favorisce Malpensa come logica conseguenza di un sistema aeroportuale integrato. Valido anche il suggerimento dei Sindaci firmatari, relativo ad una “differenziazione delle tasse …”, per le quali comunque va registrato che Sea ha già un tariffario adeguato in tal senso, anche se migliorabile.

Attivisti del gruppo “Gallarate in MoVimento”

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